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L’approccio alchemico delle nanoscienze

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Per nanoscienze si intende lo studio dell’infinitesimamente piccolo (il mondo microscopico), in cui le leggi fisiche che agiscono e ordinano la materia microcosmica (microcosmo) sono differenti da quelle che interessano il mondo delle grandi dimensioni (macrocosmo) e generano effetti per noi ancora sorprendenti e imprevedibili.
Si tratta di un agire sulle basi che costituiscono la materia, ovvero su quei “mattoncini” che “intelligentemente” modellano e creano le strutture di ciò che ci circonda (dai metalli ai tessuti organici).

Agire con la materia conoscendone le leggi e imparando a gestire l’intelligenza che presiede alla creazione delle forme di vita, potrà cambiare il futuro e l’evoluzione dell’uomo, ma a patto che non si interferisca con una manipolazione arbitraria che genererebbe caos e deviazione.

Forse gli antichi alchimisti avevano aperto la strada a ciò, sottolineando che quello che riguarda la materia riguarda anche lo spirito e viceversa. Mostrando come agendo in sintonia con la Natura si creano le Vere Opere d’Arte.
In un mondo in cui l’interconnessione con il Tutto prende sempre più importanza, è fondamentale tenere presente che i principi su cui si basa la Vita fanno parte di un’Intelligenza che va rispettata e conosciuta dall’interno all’esterno, dal microcosmo al macrocosmo per il compimento della “Grande Opera”.
E’ infatti da rilevare come con un approfondimento delle leggi atomiche e delle nanotecnologie si tocchino tutti gli ambiti della vita, in cui psiche e materia si incontrano e interagiscono.

Ulteriori approfondimenti sul legame fra Alchimia e Nanoscienze si possono trovare a questo link: Riflessioni sulle Scienze di Alberto Viotto: Nanoscienze, Nanotecnologie e Nanomedicina. La rivoluzione tecnologica del XXI secolo. Di Giovanna Serenelli

Inoltre propongo qui di seguito un articolo interessante sull’argomento.
ALCHIMISTI NANOTECNOLOGI di Paolo Manzelli.

Premessa:
Le nuove tecnologie abilitanti (NTA) – tra esse: Nano e Bio-tecnologie, Roobotica, Generazione strategica di alternative energetiche ed inoltre Virtual Spaces di cooperazione territoriale tra PMI(piccola-media impresa) e Ricerca per i settori decisivi alla futura crescita del sistema socio-economico Toscano – tutte queste NTA rappresentano una notevolissima opportunità strategica di sviluppo delle economia della conoscenza in un Paese come l’Italia, privo di materie prime. In vero la criticità del passaggio tra produzione manifatturiera tradizionale e le applicazioni delle NTA, consiste innanzitutto nella necessità di potenziare la comprensione ed il management cognitivo, che è alla base di percorsi di modernizzazione della catena del valore della produzione delle PMI. Il fine è poter riqualificare le relazioni di competenza tra ricerca ed impresa, che del resto oggi risultano inadeguate per affrontare una sinergia di sviluppo e di co-progettazione strategica della economia della conoscenza a livello territoriale, in modo tale da poter di minimizzare i costi sempre piu elevati di materie prime e di energia in un ambiente ad elevata qualità ambientale e di benessere sociale.

Foresight cognitivo sulle Nanotecnologie.
Le Nano Tecnologie si basano sulla realizzazione di aggregazioni (CLUSTER ) di atomi o molecole le cui proprietà si distinguono da quelle macroscopiche poiché l’organizzazione di unità ultra-microscopiche dimostra un’ampia gamma di reattività chimiche e di proprietà fisiche che nelle condizione di equilibrio macroscopico si annullano, ovvero risultano ben poco evidenti. Con le nanotecnologie una nuova Alchimia sta nascendo, proprio in quanto nella dimensione nano-tecnologica (1 nanometro (nm) corrisponde a 10-9 metri – cioè un milionesimo di millimetro), le proprietà fisiche si avvicinano a quelle degli atomi o molecole singole che sono dotate di forte reattività cosi come l’ idrogeno ( H) o l’ ossigeno atomico ( O ) sono piu reattivi che non nella loro forma molecolare (H2), (O2).
In particolare gli alchimisti, con le loro idee atomistiche, riuscirono, già nel medio-evo, ad utilizzare le nano-tecnologie, pur non chiamandole con il nome attuale. Infatti, ad esempio, i vetri colorati delle vetrate antiche di molte cattedrali in Europa si è oggi riscoperto che sono dovute alla dispersione di nano-particelle d’oro e di altri metalli, durante la fusione del vetro.

Gli alchimisti pertanto utilizzarono le nano-particelle per realizzare ad es.in Firenze, Santa Maria Novella ed a Notre Dame in Parigi, quelle bellissime colorazioni delle vetrate, dalla dispersione di nanocristalli d’ oro, che assumono varie colorazioni a seconda della dimensione del Cluster di atomi di oro puro, che, ad es., a 70 nm riflette una vivace luce Rosso-rubino ed a circa 100 nm una spendente colorazione Giallo-oro.

Per raggiungere tali risultati gli alchimisti medioevali dovettero affrontare un profondo cambiamento concettuale ed operativo, iniziando ad indagare quanto era già stato realizzato da esperti vetrai in Epoca Romana (400 d.C), che casualmente avevano anch’essi utilizzato la dispersione di nano-particelle nel vetro come è dimostrato dal ritrovamento del vaso di Licurgo, che è verde in riflessione della luce e diviene di color rosso se viene illuminato dall’interno.
E’ interessante rammentare come gli alchimisti riuscirono a realizzare quelle trasformazioni che producono cambiamenti dello stato fisico, in modo da poter ottenere nuove proprietà della materia, scomponendola negli elementi primi e primordiali che essi correlavano alla purezza dei pianeti allora conosciuti. L’oro era il Sole, l’argento la Luna, il rame Venere, il ferro Marte, lo stagno Giove, il piombo Saturno. Una tale concettualizzazione della alchimia condusse gli artigiani dell’ epoca a provare a indagare il microcosmo invisibile mediante operazioni di sistematica separazione delle parti che sono raggruppabili in 6 fasi fondamentali:

solutio (dissoluzione di una sostanza secca in liquido); ablutio (purificazione = separazione del vapore dalla parte solida); congelatio (solidificazione di una sostanza liquida per abbassamento della temperatura); calcinazione (riduzione in polvere di una sostanza secca mediante il fuoco, spesso causata dalla sottrazione dell’umidità che tiene insieme le parti); fixatio = indurimento, condensamento (solidificante) delle sostanze volatili; mellificazione = procedimento che tende a favorire la liquefazione di una sostanza dura che non fonde.

Mediante tale operatività artigianale la corsa alla trasmutazione dei metalli in oro, il piu puro dei metalli, fu già, dai tempi del primo Rinascimento Fiorentino, teorizzata in termini di principi esoterici dell’alchimia, il cui scopo principale fu la scoperta della pietra filosofale e cioè della idea essenziale necessaria per trasmutare il piombo in oro, ovvero produrre l’elisir di lunga vita (oropotabile).
Evidentemente gli artigiani nelle loro fucine artigianali, andarono pragmaticamente ben al di là delle concezioni Esoteriche, così che furono in grado di realizzare innovazione producendo vari forme di manualità basate sull’utilizzazione dei fuoco come principale fonte di energia e dell’ acqua come solvente universale. Le tre fasi fondamentali, comuni a tutti i procedimenti, di utilizzazione del fuoco nelle trasformazioni prendevano nome dai tre colori nero, bianco e rosso ed erano: nigredo, spoliazione o negazione del materiale originario; albedo, sua purificazione; rubedo, assegnazione delle nuove caratteristiche alchemiche.
Sulla base di tali semplici principi operativi gli “alchimisti-artigiani” medioevali compresero una verità che ancora oggi è di grande valore. Infatti capirono che il mondo atomico, di dimensioni tanto piccole, così piccole da essere invisibili, non è per nulla eguale a quello che vediamo come mondo macroscopico e che pertanto le leggi fisiche che conosciamo dall’osservazione del mondo visibile, non si applicano nel contesto del mondo a dimensione atomica, proprio in quanto il loro trasferimento cognitivo dal macro al sub-microcosmo, porterebbe a risultati non confrontabili e spesso contro-intuitivi rispetto alle logiche acquisite relativamente al mondo osservabile.
Sappiamo oggi che nelle dimensioni Nano-metriche le caratteristiche delle nano-particelle possono essere profondamente diverse da quelle dell’ insieme macroscopico, infatti le nano-particelle si avvicinano maggiormente alle proprietà della superficie piana degli oggetti, che infatti sono dotate di maggior reattività, di conseguenza le nano particelle presentano nuove caratteristiche di interazione con l’ ambiente rispetto ai fenomeni visibili che sono propri della massa macroscopica della materia.
Come abbiamo accennato, nelle dimensioni Nano-metriche, i cluster di pochi atomi di oro tra 10 e 200 nm, possono cambiare di colore a seconda della composizione e delle dimensioni del cluster che assorbe-riflette la luce così da apparire di vari colori che vanno dal rosso porpora al verde, arancione, giallo ecc… permettendo di avere coloranti non più molecolari ma nano-tecnologici, dotati di minor impatto inquinante nell’ambiente e con un elevato risparmio di materiali pregiati.
Come ai tempi antichi dell’alchimia oggi si possono avere notevoli opportunità di produzione di manifatture realizzate direttamente da una opportuna aggregazione di atomi, già si pensa di realizzare il diamante direttamente dalla composizione di atomi di carbonio, e ciò e già stato possibile a livello di piccole quantità di diamante di circa 1000,00 nanometri. Molti nuovi prodotti nanotecnologici (vetri auto-pulenti, nuove fibre, tessuti self-cleaning , costumi idrorepellenti, nuovi medicamenti, cosmetici nano-tech, paste dentifrice ultra-sbiancanti, ecc..) sono già realizzati. Pertanto la competizione in questo campo di produzione atomico-molecolare è molto attiva, e quindi necessita di un forte sviluppo di competenze creative, anche per favorire una ampia responsabilità sociale di impresa, datosi che, come abbiamo indicato, con le nano-tecnologie si realizzano prodotti di elevata reattività e quindi di ampie possibilità catalitiche, che possono generare nuove problematiche sia all’ inquinamento che alla salute, le quali indubitabilmente debbono essere prese in coscienziosa considerazione .
In conclusione di questo primo contributo di Foresight cognitivo sulle Nano tecnologie, ritengo necessario sottolineare che una puntuale definizione degli scenari di applicazione tecnologica delle “NTA”, veramente utile per contribuire alla gestione del passaggio della economia industriale delle PMI in Toscana e altrove, alla moderna dimensione della economia della conoscenza, necessita di un elevamento del livello transdisciplinare di competenze scientifiche ed artistiche. Pertanto l’area di rinnovo cognitivo e tecnologico sarà il fulcro del progetto Prometeo, in modo che dalle caratteristiche di start up di un servizio alle PMI di tipo tattico, possa assumere il ruolo strategico come e attualmente necessario per superare la debolezza del sistema produttivo manifatturiero, il quale essenzialmente necessita di una chiara capacità di individuazione delle nuove aree di opportunità competitiva, ed agire di conseguenza nell’ elevare processi qualificati e costanti di trasferimento alla produzione ed al consumo delle moderne tecnologie abilitanti.

Biblio On Line
Nano Tecnologie e Nano Art: http://www.edscuola.it/archivio/lre/nano_art.pdf
Nano Scienze Dossier: http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=9023
Storia del Vetro: http://www.edscuola.it/archivio/lre/storia_del_vetro.pdf
Breve storia della alchimia: http://cronologia.leonardo.it/mondo42.htm
Nano Technology Encyclopedia: http://encarta.msn.com/encyclopedia_701665682/nanotechnology.html
Foresight in nanotech: http://www.foresight.org/
Nano Insicurezza: http://viaggioallucinante2punto0.blogspot.com/2008/05/nano-insicurezza-6.html
“Nano Technology Foresight in Science and Art”: by Paolo Manzelli Progetto “Prometeo”: Strategia di condivisione e disseminazione di scenari futuri di produzione delle PMI sulla base di nuove tecnologie abilitantiAlc. Case Study 1°

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Comments (0) Feb 02 2013

La Luna nel Sole e la Pietra filosofale

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PIROFILO: Come avviene allora che tra cento Artisti se ne trova appena uno che lavora con la pietra e che invece di applicarsi tutti a questa sola ed unica materia, sola capace di produrre così grandi meraviglie, si dedicano invece quasi tutti a dei soggetti che non hanno nessuna delle qualità essenziali che i Filosofi attribuiscono alla loro pietra?

EUDOSSIO: Questo deriva in primo luogo dall’ignoranza degli Artisti, che non posseggono affatto tutte le conoscenze che dovrebbero avere sulla natura e su ciò che essa è capace di fare in ogni cosa, e in secondo luogo deriva da una insufficiente acutezza di spirito che fa sì che essi si lascino facilmente trarre in inganno dalle espressioni ambigue di cui si servono i Filosofi per nascondere agli ignoranti sia la materia che la sua vera preparazione.
Questi due grandi difetti sono la causa del fatto che questi artisti restano confusi e si attaccano a dei soggetti nei quali scorgono qualcuna delle qualità esteriori della vera materia Filosofica, senza riflettere sui caratteri essenziali che la rivelano ai Saggi.

PIROFILO: Riconosco chiaramente l’errore di coloro che immaginano che l’Oro e il Mercurio volgare siano la vera materia dei Filosofi e sono perfettamente convinto di quanto sia debole il fondamento sul quale l’oro si appoggia per pretendere la superiorità sulla pietra, allegando in suo favore queste parole di Hermes, il Sole è suo padre, e la Luna è sua madre.

EUDOSSIO: E’ un ragionamento privo di fondamento; vi ho appena fatto vedere che cosa intendano i Filosofi quando attribuiscono al Sole e alla Luna i principi della pietra.
Il Sole e gli astri ne sono infatti la causa prima; procurano alla pietra lo spirito e I’anima, che le danno la vita e tutta la sua efficacia. Per questo ne sono il Padre e la Madre.

PIROFILO: Tutti i Filosofi affermano come lui, che la tintura Fisica è composta di uno zolfo rosso e incombustibile e di un Mercurio chiaro e ben purificato: l’autorità di questa affermazione è più forte della precedente, tanto da doverne concludere che l’ Oro e il Mercurio sono la materia della pietra?

EUDOSSIO: Non dovreste aver dimenticato che tutti i Filosofi dichiarano unanimemente che l’oro e i metalli volgari non sono i loro metalli; che i loro sono vivi e gli altri sono morti; non dovreste aver dimenticato che vi ho mostrato con I’autorità dei Filosofi, basata sui principi della natura, che l’umidità metallica della pietra, preparata e purificata, contiene inseparabilmente nel suo seno lo zolfo ed il Mercurio dei Filosofi, che essa è di conseguenza questa sola cosa di una sola ed unica specie, alla quale non si deve aggiungere niente, e che solamente il Mercurio dei saggi ha il suo proprio zolfo per mezzo del quale si coagula e si fissa; dunque dovete considerare come una indubitabile verità che il miscuglio artificiale di uno zolfo e di un Mercurio, quali che possano essere, all’infuori di quelli che sono naturalmente nella pietra, non sarà mai la composizione Filosofica.

(Da: “Il Trionfo Ermetico”)

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Pinocchio scopre la Luna

Posted: under Nel Percorso.
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Pinocchio scopre la Luna

Questo non è un episodio della favola così come la conosciamo, ma l’immaginazione non ha limiti e questa scena fa parte di quelle immagini-simboli che ci vengono incontro per darci chiari messaggi. La favola è sempre simbolo del viaggio interiore e come tale i personaggi e gli eventi sono gli archetipi e le qualità che dobbiamo riconoscere in noi.

Geppetto mostra a Pinocchio la Luna. Il buon falegname insegna alla sua “creatura” a scrutare i segni nel cielo, a conoscere la Natura. Per diventare un bambino in carne ed ossa, Pinocchio dovrà riconoscere tutti gli elementi della natura umana, riflessi dell’Universo che lo circondano e lo compongono.

Per fare ciò deve imparare ad usare i giusti strumenti fra cui: la vista interiore.
Il cannocchiale diviene simbolo di un’estensione della vista, una visione che supera l’orizzonte conosciuto e mira al Cielo. Puntando in alto, lo strumento apre ad una conoscenza che trascende l’uomo, ma che è da ritrovare come collegamento di unione interiore fra Cielo e Terra.
Le lenti del cannocchiale e la sua forma suggeriscono il legame Microcosmo-Macrocosmo.
La funzione del cannocchiale diventa così “magica”: esso permette di vedere vicini gli oggetti che si trovano lontano, trasformando la visione dello spazio e dissolvendo la distanza.

Geppetto lo guida in questa conoscenza mostrando la direzione in cui guardare: il Cielo.

“L’uomo deve giudicare le cose spirituali col senso interno, senza trascurare di dare al senso esterno la parte che gli compete.”
(“Tre Trattati Tedeschi” – Paolo Lucarelli)

La connessione fra i simboli della favola di Pinocchio e l’Opera alchemica viene colta in queste parole:
” Pinocchio non è solo un opera narrativa e letteraria, Pinocchio dimostra come la più lieve, semplice, e limpida delle commedie non solo possa celare un animo eroico e tragico, ma pure possa rivelare un epos misterico ed iniziatico. A noi non interessa e non deve interessare se l’autore fosse o meno, e in che misura, consapevole dei sensi profondi della sua opera; a noi interessa evidenziare dinamiche spirituali fortissime che sostanziano e connotano tutta la narrazione. Il protagonista è Pinocchio quanto le sue avventure, anzi sono esse le vere protagoniste, non il burattino. Il titolo appare infatti pertinente e preciso “Le avventure di Pinocchio”: una canzone di gesta, strutturalmente simile all’epica arturiana e graalica in quanto intessuta di incontri, peregrinazioni, allontanamenti e ritorni: ad-ventus. Ma anche romanzo iniziatico tutto teso alla “rinascita” dell’essere. La vocazione creatrice e creativa di Pinocchio è già all’origine universale e cosmica, salvifica e misterica. Geppetto confida a Mastro Ciliegia la sua volontà di “conquista” simbolica del mondo, attraverso i segni spirituali del “pane” e del “vino”. La materia prima alchemica è già viva, ma impotente. Pinocchio-ceppo parla, piange, sfrigola, si scuote “come un anguilla”, è già “argento vivo” prima ancora di essere plasmato da Geppetto, e ancora di più quando riceve la sua forma. Il suo primo movimento è la fuga, come l’Atalanta fugens, come un satiro o una ninfa, come l’Angelica di Orlando, come gli iniziati di Dioniso che corrono invasati nei boschi, come i cavalieri arturiani che devono per loro natura vagare solitari fino a farsi cogliere dal Graal. Una materia che va domata, plasmata e guidata alla sua redenzione: lo stesso compito dell’Opera alchemica. Metaforicamente la destinazione di questa materia prima è la sua trasformazione in Uomo. Le opere alchemiche concordano anche in questo: dall’Homunculus di Paracelso alla costante iconografia dell’Homo novus finale. La Fata allude al suo poter essere “ragazzo” quando Pinocchio giace nel letto, al loro primo incontro. Pinocchio ne sembra consapevole implicitamente e allusivamente: quando sostituisce Melampo proclamando: “ Oh se potessi ri-nascere un altra volta!” Un tornare al Padre occultato (l’aureo e cristico Saturno) che coincide con il diventare Uomo perfetto. Ecco al via dell’alchimia mistica cristiana e dell’ermetismo rinascimentale.”
(Tratto da http://www.giacomariaprati.org/articles/opera_pinocchio.htm “L’Opera di Pinocchio fra epica, archetipi, alchimia e cicli mitici – La Materia prima -“)

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Comments (0) Nov 28 2012

Simboli viventi: il Salmone e la Via iniziatica

Posted: under Il Leone - La Volontà, Nel Percorso.
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«Il salmone nuota nell’acqua impetuosa all’inverso cercando di risalirla.
Con guizzi repentini cerca di oltrepassare le rapide fino a raggiungere la meta.
Un luogo dove le acque sono diventate placide e tranquille per morirvi (iniziaticamente!).
Sono molti quelli che partono, ma anche molti quelli che rinunciano,
o si perdono, o vengono divorati disperdendo, così, il senso della propria vita.

Non è importante che il Salmone nuoti in modo elegante né dritto.
L’importante è, che anche da fermo tenga sempre il muso rivolto in avanti, controcorrente.
Fermo, forte e assolutamente determinato.

La corrente è forte, l’acqua ingannevole e i pericoli sono in attesa su ogni sponda,
sia a destra che a sinistra .

Infine, con la generazione, l’aspetta il sacrificio di sé.

Questa è la via del Salmone, non ci sono altre regole,
né quelle che ci sono, possono essere cambiate.

Il Salmone deve concentrare tutte le sue forze nella risalita,
ma nessuna forza varrà la volontà di sopravvivere alle prove .

Quella del Salmone è la via ripida e breve.
Utile ma non indispensabile.

Chi teme per sé prenda la via larga e usi a proprio simbolo vivente un altro animale.»

(Tratto da www.esonet.it – “‘Adepto e il Salmone” di Athos A. Altomonte)

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Simbolismo mistico e alchemico: il Cuore con le Ali

Posted: under L'uomo di Latta - Il Cuore, La Coscienza.
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Centro dell’uomo, simbolo solare, il cuore è il legame fra cielo e terra, sede del divino nel microcosmo-uomo. Il cuore è assimilabile al mercurio alchemico, al lapis o Graal.
Ristabilito il contatto cosciente con la scintilla di spirito interiore (il Sè superiore), il Cuore a cui si aggiungono le Ali, rappresenta il simbolo di elevazione verso il cielo.

Tradotto in linguaggio alchemico si tratta del Mercurio rettificato che ha ricevuto lo Zolfo, unione dei due principi femminile-maschile (luna e sole).

Nell’essere umano è l’unione dei due poli, è completamento attraverso il superamento dei conflitti fra l’Ombra e il Sé (Atma in termini religiosi), che implica l’apertura dell’Intuizione e della visione interiore la quale si concretizza con l’attivazione del terzo occhio (6° e 7° chakra che vibrano all’unisono). Con questo si stabilisce anche il legame testa-cuore.

Un cuore con le ali è il simbolo del movimento Sufi (mistica islamica), che mostra all’uomo la via per riconoscere Dio nel proprio cuore e risvegliare l’anima per ascendere a stati superiori (simbolo delle ali che innalzano).

Questo simbolismo con varianti e aggiunta di elementi allegorici è spesso ripreso nelle facciate di chiese e cattedrali, ne è un esempio la facciata rinascimentale, detta “delle pietre parlanti”, della parrocchia di San Lorenzo di Saliceto che raffigura un calice (allegoria del cuore, simbolo del Sacro Graal) con sopra un putto dalla testa alata, riferimento al mercurio volatile che rettificandosi spiritualizza la materia. Il putto è sopra il calice (emerge o si immerge), con il probabile significato che da esso prende vita e ad esso rimane collegato.

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Comments (0) Nov 06 2012

La Miniera: la Natura e l’Alchimista

Posted: under Nel Percorso.
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“O Re, io vi confesso la verità: Dio, per il suo piacere, ha creato questa cosa mirabilissima in voi e in qualunque luogo voi siate, essa è in voi, e non potreste esserne separato … Voi siete la Miniera, perché essa si trova in voi e, per confessare il vero, siete voi stesso a prenderla e a riceverla. Chi cercherà un’altra pietra nel Magistero, sarà deluso nella sua opera…”
Questo è ciò che dice l’alchimista Morieno al Re arabo Kalid in uno dei primi testi alchemici giunti in Occidente.

Si prende l’immagine della Miniera per rimandare al significato di un luogo interno, sotterraneo, in cui si trova la materia prima. Le miniere rappresentano luoghi in cui si scava, con fatica e sacrificio, e con il duro lavoro dell’uomo si estraggono materie preziose che il tempo e le altre leggi di natura hanno forgiato.
Si può accostare la “Miniera” anche alla “Caverna”, per le sue caratteristiche di buio, di profondità, di luogo scavato nella roccia. Nella Miniera così come nella Caverna, occorre inoltrarsi muniti di un lume per far luce, ben accorti sui possibili pericoli. L’ingresso in questi luoghi è assimilabile all’ingresso in un bosco, all’inizio di un viaggio da cui si risalirà portando fuori il “tesoro”.
Non è dunque un caso che compaiano spesso come simboli in racconti mitologici e favole.

Ma la Miniera è assimilata anche all’Athanor, da cui si estraggono i “Metalli” per compiere le Operazioni.


Miniatura di Jean Perreal, XVI sec. L’alchimista dialoga con la Natura, raffigurata con un diadema che reca i simboli dei sette metalli, seduta su un albero cavo al cui interno arde il fuoco filosofico.

In un dialogo contenuto ne “Il Nuovo lume chimico”, il Cosmopolita ci mostra come lo Zolfo sia chiuso in un durissimo carcere da cui non potrà uscire se non dopo un tempo lunghissimo e con gran fatica. In quel carcere ha dei custodi che lo costringono a fare ciò che essi vogliono e viene detto che lo Zolfo è l’artefice degli odori e dei colori del mondo, dei fiori e dell’intelletto degli animali, dell’aria pura e di quella corrotta:

“Alchimista: «Signore, in quale soggetto è lo Zolfo?»

Saturno: «Sappi per certo che questo Zolfo ha grande virtù: la sua miniera sono tutte le cose del mondo perché è nei metalli, nelle erbe, negli alberi, nelle pietre e nelle miniere»”.

E, più avanti:

Saturno: «Lo Zolfo è la virtù di tutte le cose ed è secondo per nascita ma più vecchio di tutti, più forte, più degno, ma fanciullo obbediente».


Da A. Libavio, Commentariorum Alchymia, Tractatus quartus, De Lapide Philosophorum, Francfort 1606 – La Scala dei Filosofi.
Questo disegno, “La scala dei Filosofi”, è uno dei più misteriosi in cui si ritrovano parecchi simboli alchemici che si riferiscono al procedimento che, per mezzo delle leggi della Natura, conduce alla creazione dell’Oro alchemico.

“Nella parte bassa del disegno, indicato con A, vi sono due leoni mercuriali (che dalla didascalia apprendiamo essere verdi) con una sola testa che vomitano il solvente verde (mercurio filosofico) che darà inizio al processo di fabbricazione della quintessenza. E’ il simbolo della prima materia estratta dalla miniera che originerà la Pietra Filosofale. Sui sette gradini della scala di Salomone vi sono 5 leoni per lato (B) che indicano la comune origine dei 5 metalli. I leoni di sinistra sono solari e quelli di destra lunari. I metalli, mediante le 7 trasformazioni, si trasferiscono nel Sole (C) e nella Luna (D). In E vi sono un re (zolfo) ed una regina (mercurio) in un bagno chimico o fontana dei filosofi (il solvente nel quale vengono uniti lo Zolfo ed il Mercurio filosofici). Tale bagno è una specie di letto dal quale si genera la stirpe reale. Il re (F) e la regina sono nudi per indicare la purezza primitiva della materia necessaria per completare l’Opus. Un poco più in alto vi è un giardino (il mitico giardino delle Esperidi) con un albero che produce frutti d’oro, l’albero del sole o albero della vita. Coronano il tutto delle stelle d’oro (G) che simboleggiano i metalli bruciati, la moltiplicazione e l’aumento fino alla proiezione.”
(Descrizione tratta da: www.fisicamente.net)

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Comments (3) Lug 01 2012

Il Mulino mistico, l’Uovo filosofale, simbologie e correlazioni

Posted: under Nel Percorso, Ricerche e studi.
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Questo articolo nasce da uno studio su alcuni simboli apparsi in sogno: la farina bianca ed il pane. Le tradizioni millenarie hanno sempre dato particolare attenzione allo studio dei simboli onirici, a quelle immagini, parole e scenari che inviano precisi significati, tracciando alcune volte un percorso che ci invita ad “ascoltarci” dall’interno.
Così mettendo in atto ciò che arriva dall’antica Saggezza, “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam”, vado alla ricerca e all’approfondimento di possibili significati che i simboli colti attraverso sogni e intuizioni possono rivelare, risalendo a tutto un nuovo mondo di correlazioni.

Capitello romanico della cattedrale di Vezelay (Francia – Borgogna), sec. XII

Il capitello illustra il passaggio dal vecchio al nuovo testamento, per opera del cristianesimo. Nella parte superiore, Mosé versa nell’imbuto di un piccolo mulino – mosso dalla ruota con la croce (simbolo dell’evento cristiano) – il grano grezzo della Vecchia legge. Sotto, san Paolo raccoglie in un sacco la farina bianca della Nuova legge, per espanderla nel mondo.

E’ un esempio mirabile dell’efficacia della catechesi visiva per mezzo dei simboli scolpiti nel libro di pietra della Bibbia dei Poveri dell’arte romanica.

“Alcune volte si nota tra i fregi delle cattedrali il mulino e l’uomo che raccoglie la farina. A prima vista sembra una scena banale, comune: un uomo versa grano in un mulino mentre un altro raccoglie la farina. In realtà le Scritture ci insegnano che è Mosè a portare il grano al mulino ed è san Paolo a raccogliere la farina. In senso simbolico, il mulino mistico è lo strumento attraverso il quale una sapienza passata, rappresentata da Mosè, diventa sapienza presente, indicata da san Paolo.”

Il prodotto del Mulino mistico

L’alimento mistico che conduce alla trasmutazione dell’Essere è il “Pane”(in ebraico “Lechem” = 78 che racchiude tre volte il Nome Yud Hey Vav Hey,che vale 26. Infatti 26 x 3 = 78) cioè il “Pane di Vita”, simbolo della Nuova Coscienza Messianica di cui Gesù stesso è portatore per trasmetterla a coloro che sapranno accoglierla (i cosidetti Uomini di Buona Volontà, capaci di sottomettere il loro Ego). Gesù infatti incarna in sè l’aspetto trinitario ma unificato del “Pane”( Lechem= Pane = 78 = 3 x 26(YHVH), cioè Padre-Figlio-Spirito Santo).

Il pane è alimento che nutre e dà energia; considerato dono di Dio o degli dèi sin dall’antichità, rappresenta un alimento sacro introdotto in rituali e liturgie. Esso è frutto della terra e del duro lavoro dell’uomo; è fatto con farina (composta da tanti chicchi di grano), con acqua e lievito (unione di tre elementi).

In linguaggio alchemico Dom Pernety scrive queste parole sulla fermentazione:

“Il fermento sta nell’opera come il lievito sta nella panificazione. Non si può fare del pane senza lievito, come non si può fare dell’oro senza oro. L’oro è dunque l’anima di ciò che determina la forma intrinseca della pietra. Non temiamo di imparare di fare l’oro e l’argento, come il panettiere che fa il pane, il quale è solamente un insieme di acqua e di farina plasmata e fermentata e non differisce l’uno dall’altro che per la cottura. Parimenti la medicina dorata è solamente una composizione di terra e di acqua, vale a dire, di zolfo e di mercurio fermentato con l’oro; ma con un oro rinnovato. Perché come non si può fare del lievito col pane cotto, così non si può fare l’oro con l’oro volgare, finché rimane oro volgare. Il mercurio, o acqua mercuriale è questa acqua, lo zolfo questa farina che si inacidisce con una lunga fermentazione diventando lievito, con il quale si fanno l’oro e l’argento. Così come il lievito si moltiplica eternamente e serve sempre come materia per fare del pane, anche la medicina Filosofica si moltiplica e serve eternamente da lievito per fare dell’oro.”

Il mulino che si ritrova anche ricorrentemente nei presepi (ricostruzioni di paesaggi mistici), è un elemento importante per il significato di “movimento” e di vita; la ruota o le pale si muovono sfruttando l’energia dell’acqua o del vento (elementi naturali vitali). La ruota o le pale rappresentano lo scorrere del tempo, mentre la farina bianca, quella che deve essere lavorata, ha un significato di morte. La farina però diventa pane e quest’ultimo è, per definizione, il simbolo della Vita nuova e nutrimento spirituale.
Dal processo meccanico del movimento del mulino (la vita fisica legata alla ruota del tempo), si ricava la farina, materia prima.
Vi è un processo di vita-morte che genera Vita immortale: trasmutazione da materia grezza, la farina bianca, al prodotto finito, il pane, simbolo della pietra cubica o pietra filosofale.

“Questa pietra riunisce in sé tutti i colori. E’ bianca, rossa, gialla, azzurra, verde…” – (Trattato delle tre Parole)”

La rottura dell’uovo filosofale (il vaso di Ermete) con la spada (fuoco) originerà il pulcino (pietra filosofale).

L’uovo filosofale, contenente il pulcino (pietra filosofale) veniva aperto con il fuoco (simbolicamente rappresentato da una spada) che era il calore della cova e quindi un calore dosato con estrema cura, ed infatti, come accennato, era proprio il dosaggio del calore uno dei problemi più grandi degli alchimisti.
(Tratto da http://www.fisicamente.net)


“Nutrix ejus terra” (Ermete Trismegisto)

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Comments (2) Giu 28 2012