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Sapere cosa si vuole…

Posted: under Nel Percorso.
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autosservazione

Soffermandosi ad osservare le tendenze del momento è possibile constatare che da molti anni proliferano le pratiche, i corsi e le associazioni psico-spirituali, pseudo-esoteriche; le parole “yoga”, “meditazione”, “illuminazione”, “trascendenza”, “realizzazione”, abbondano e servono per attirare chiunque sia attratto dall’ignoto, dal mistero o dall’acquisizione di un qualche potere che possa innalzare dalla condizione di routine e mediocrità quotidiana, azzittendo le frustrazioni a cui più o meno ogni essere umano va incontro nella vita.

In tutto questo si perde il punto focale, tanto semplice eppure arduo da comprendere, proprio perché in fondo chi si “stordisce” in mille direzioni e acquisizioni di pratiche, orgoglioso di riempire il proprio curriculum vitae, non ha ancora chiarezza su cosa veramente cerchi o desideri; purtroppo ingurgitare concetti e alimentare tutto il repertorio di complessi, paranoie e nevrosi che nascono dalla condizione di insoddisfazione personale non aiuta, ma a volte aggiunge un ulteriore fardello.

Si tratta di un’esperienza più frequente di quanto si immagini; ancor prima di accorgersi di quanto si rimanga irretiti da certi sistemi che giocano sulle debolezze comuni al genere umano, si trascorre un tempo che varia da persona a persona, sprecando le proprie energie e offuscando la coscienza dalla direzione originale.

Ma, e se, balena il dubbio che forse ci si ritrova sempre al punto di partenza e che tutti i corsi e le ore di seminari ammassate nel girovagare qua e là, non sono serviti poi a molto, la domanda da porsi è: Cosa voglio veramente?

Su questa domanda occorre riflettere molto profondamente e non dare risposte superficiali o istintive, solo così si può innescare un importante processo di conoscenza interiore che può far uscire da certi “vicoli ciechi”.

E’ l’inizio dell’autosservazione, fondamentale e indispensabile per avviare una trasformazione.

“Il tempo è prezioso, e non deve essere sprecato per cose che non sono direttamente in relazione con la tua meta.” (Gurdjieff)

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Comments (0) Feb 13 2015

Della Libertà relativa e assoluta

Posted: under Il Leone - La Volontà, La Coscienza.
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“L’estremo confine della schiavitù è la non consapevolezza di essere schiavi. […]
La libertà è l’equanimità in azione. Se desideri non sei libero, se desideri di non desiderare sei ancora nella schiavitù.
L’alienazione, l’oggettivazione, la proiezione all’esterno della coscienza significano un perdersi nelle nebbie della maya-avidya, un rendersi schiavi del divenire e della frammentarietà.
Una libertà che risulti dalla necessità non è libertà vera, è solo un elemento nella dialettica della necessità.”

“La sparizione della schiavitù è la scomparsa dell’avidya [ignoranza- non conoscenza] oggettivante, è la soluzione del gioco accattivante del piacere conflittuale. […]”

“La vera libertà risiede di là da questa incompiutezza e può essere afferrata e svelata quando la coscienza integrale dell’essere prende, appunto, consapevolezza della sua più profonda e incondizionata Essenza.”

“[…]Liberazione significa ritorno allo stato primordiale, ritorno all’Unità. Liberazione significa reintegrarsi nel Principio.”
(Da “Alle fonti della Vita” – Raphael)

La Libertà coincide con l’esercizio della Volontà. Volontà che parte dal centro e che per essere veramente attiva prevede uno stato di centratura interiore, di una sintesi e unione degli opposti in cui un Io-integrato è al di sopra dei meccanismi conflittuali generati dalle varie istanze delle funzioni della personalità.
Questa è la prima condizione da soddisfare.
Diversamente da tale condizione non si può parlare di Volontà come espressione di Libertà, ma di volontà “pervertita” (nel senso etimologico del termine), cioè asservita ad un io frammentato e non centrato in se stesso.

La libertà può presentare vari gradi poiché legata allo sviluppo della consapevolezza di ciò che si è; intesa così essa diventa proporzionale al grado di conoscenza di se stessi.
Più si è consapevoli della propria natura, dei propri limiti, più si accettano e si portano alla coscienza e meno si è ciechi schiavi dell’automatismo inconscio (ovvero di quell’Ombra che va integrata).

In ciò si delinea il compito dell’uomo: giungere ad una Libertà cosciente, consapevole, e liberarsi dall’ignoranza-illusione.
Si tratta del dharma umano in quanto specie che ha gli strumenti necessari per portare a tale compimento.
Dharma=dovere, sentiero, compito, che per l’uomo significa l’allinearsi alle Leggi Universali in modo cosciente.
E’ evidente che gli altri regni di natura (minerale, vegetale, animale) vivono inconsapevolmente seguendo le leggi particolari e universali e in questo possono dirsi “liberi”; l’uomo vive in quella “zona di confine” che passando attraverso il conflitto generato dalla mente, si rende schiavo delle sue stesse scissure interne. E’ con tale mezzo, la mente, e attraverso tale conflitto, che potrà giungere alla Libertà consapevole.

Necessariamente questo processo di realizzazione richiede un grado di maturità, uno sviluppo di una mente sia analitica che sintetica che diventi strumento idoneo a creare la centralità dell’Io integrato.
L’uomo deve cioè, essere pronto e capace di riconoscere prima il proprio dharma personale, rendendosi così “strumento attivo” ed esercitare la propria volontà interiore in armonia con la Volontà superiore rappresentata da tutto ciò che lo trascende (il Sé superiore, il macrocosmo in cui vive).

E’ nel compimento dell’unione armonica microcosmo-macrocosmo che si raggiunge il massimo grado di Libertà.

Occorre riconoscere che l’uomo nella sua collocazione spazio-temporale (di per sé limitata) può giungere ad una condizione di libertà relativa e non assoluta; è chiaro che il suo posto nell’Universo è molto decentrato, ma la grandezza dell’uomo sta nel riconoscimento di essere parte di un Tutto e di racchiudere in se stesso la completezza che deriva dalla sorgente da cui è animato e unito.

All’uomo è dato il compito di passare attraverso il conflitto per raggiungere l’armonia superiore, ha il compito di fare da tramite e da ponte per la realizzazione di un livello superiore di Vita in cui si compia la Coscienza Universale, sintesi dell’unione con l’individuale.
E’ il compimento di uno stato coscienziale che comprenda il Tutto e in cui si possa svelare l’Essere.

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Comments (0) Lug 21 2013