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Il cervello: le funzioni dell’emisfero sinistro e destro

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Emisfero sinistro: modalità logico formali per semplificare la complessità dell’informazione

La funzionalità logico-razionale dell’ Emisfero Sinistro si sviluppa attivando la capacità associativa della Area di Wernike che tende a facilitare un integrazione con la MLT (memoria a lungo termine).

Area di Wernike

Area di Wernike

E’ l’area del cervello cruciale per la comprensione del linguaggio. I soggetti che hanno danni neurofisiologici in quell’area non comprendono il significato delle parole e non riescono ad esprimersi. Fu così chiamata perché fu scoperta da Carl Wernike nel 1874.

L’operazione logico-significativa si basa sostanzialmente sulla combinazione di quattro operatorilogico-formali che corrispondono nel linguaggio parlato a: < SI, NO, E, O > che servono per analizzare e combinare in termini di unità più semplici la dinamica complessa del flusso della informazione. Il SI fa procedere il flusso del pensiero e la E permette di connettere una sezione o immagine acquisita con una successiva, mentre il NO interrompe il flusso del pensiero e lo devia verso un’alternativa selezionata da O.

 

Questa Modalità del Pensiero Logico attribuibile alla predominanza delle attività dell’Emisfero Sinistro del Cervello, indirizza l’attenzione ed il confronto attuabile in termini di riconoscimento e di identità, con la passata esperienza acquisita della MLT (memoria a lungo termine). Il pensiero logico, mediante i suoi operatori analitici, ha la capacità di scoprire il miglior modo di combinare sezioni del flusso di informazione separandolo, selezionandolo e combinandone le sezioni prescelte ed infine generandone una estensione capace di determinare un pronostico sul da farsi; in questo modo diviene possibile risolvere i problemi complessi mediante una elaborazione significativa del flusso di informazione (PROBLEM – SOLVING). Certamente tale metodologia contiene il rischio di consolidare le proprie modalità di pensiero attivando sistematicamente le aree cerebrali che permettono di combinare nel miglior modo il risultato di una riflessione logica, ma di fatto ciò non permette al cervello nella sua interezza funzionale di riorganizzare intuitivamente l’informazione complessiva mediante percorsi paralleli più propri delle modalità di pensiero dell’Emisfero Destro.

Emisfero Destro e Pensiero Laterale per modificare gli schemi logico-interpretativi

In questo emisfero ha luogo la modalità di pensiero corrispondente nel linguaggio parlato al SE. Il SE corrisponde ad un atteggiamento di Dubbio tendente a favorire l’intuito ed anche la fantasia, cioè le attività cerebrali che indubbiamente divengono necessarie proprio per la valutazione complessiva di schemi logici applicati troppo rigidamente, i quali tendono ad impedire la capacità di delineare nuove significazioni sulla base di rinnovate aspettative, non facilmente prevedibili mediante la ripetitiva applicazione delle sequenze combinatorie degli operatori logico formali.

L’utilizzazione del SE permette di renderci coscienti dei limiti del pensiero logico-formale e quindi facilita la capacità di sviluppare le attività parallele del PENSIERO LATERALE (Lateral Thinking) al fine di EVITARE GLI ERRORI ancor PRIMA di RISOLVERLI (PROBLEM – SAVING).

Il medico psicologo, Edward De Bono identifica quattro fattori importanti che suggeriscono un atteggiamento volto a utilizzare in modo sinergico e complementare il pensiero laterale: 1) al fine di riconoscere e modificare i criteri e le idee dominanti 2) le quali polarizzano la percezione di un problema, 3) ed impediscono di cercare modalità differenti di guardare le cose 4) e quindi di flessibilizzare il controllo rigido del pensiero logico-lineare per incoraggiare lo sviluppo della creatività.

La creatività é pertanto a portata di mano di ciascuno di noi, infatti l’essere creativi non dipende esclusivamente dalla genetica, proprio perché i geni non sono capaci di gestire i cambiamenti fisici e mentali che si manifestano nell’arco di una vita.

La creatività è quindi il modo di saper utilizzare la plasticità del cervello per rispondere alla complessità degli eventi, mettendo in funzione le molteplici ed articolate funzioni intellettive di cui ciascuno di noi é geneticamente dotato.

Come un blocco di marmo prende la forma pensata dalla creatività dello scultore, così il cervello di ciascuno di noi può essere potenziato da noi stessi, migliorando coscientemente le funzioni intellettive, ed acquisendo in tal modo un benessere derivante dalla fiducia nelle proprie naturali capacità creative. Ricordiamo che divenire creativi non significa solo inventare qualcosa di nuovo o essere originali per forza, ma essenzialmente significa invece trovare soddisfazione nell’utilizzare al meglio entrambe le potenzialità di sviluppo del proprio cervello.

(Tratto da www.benessere.com)

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